I dolori alla testa non sono tutti uguali.
La cefalea, meglio comunemente noto come “Mal di testa”, è un disturbo molto comune che solo in Italia colpisce quasi 26 milioni di persone. Tuttavia i dolori alla testa non sono tutti uguali: tra questi la famosa emicrania, spesso confusa con la cefalea.
In realtà l’emicrania è una tipologia di cefalea, riconoscibile dal dolore unilaterale, pulsante e dalla durata massima di 72 ore
Abbiamo poi la cefalea muscolo tensiva, cefalea spesso ad insorgenza a seguito di problematiche muscolo scheletriche, “famosa” per il senso di costrizione che sente il paziente a livello del cranio. Ed infine abbiamo la cefalea a “grappolo” caratteristica per i ripetuti attacchi dolorosi a livello retro-orbitario (dietro l’occhio).
La lista sarebbe ancora molto lunga, tuttavia queste sono le cefalee più comuni.
L’osteopatia cosa può fare per chi soffre di cefalea?
Sebbene la cosa più istintiva da fare sia quella di massaggiarsi la testa con dei movimenti concentrici delle dita a livello delle tempie, l’Osteopatia va oltre, ovviamente. Poiché tutte le strutture del corpo sono connesse tra di loro attraverso fasce, muscoli, nervi etc… una cefalea la possiamo lavorare con:
- Manipolazione della cervicale alta, nello specifico C1-C2-C3, poiché a questo livello fuori escono nervi che vanno ad innervare la zona del cranio e della mandibola.
- Lavorazione dei muscoli sub-occipitali per via delle connessioni con l’occipite. Una contrazione eccessiva di questi muscoli può provocare una riduzione di mobilità dell’articolazione tra occipite e sfenoide (Sincondrosi Sfenobasilare), punto cardine sia della mobilità cranica sia del buon drenaggio di sangue venoso del cranio.
- Manipolazioni delle dorsali alte e cervicali basse, che possono portare ad una problematica al sistema neurovegetativo e quindi ad un possibile aumento della pressione all’interno del cranio.
- A livello viscerale si può trattare l’intestino tenue per via della produzione di Serotonina, sostanza prodotta dalle cellule enterocromaffini dell’intestino, responsabile della contrazione dei vasi sanguigni del cranio.
E così via… I collegamenti da fare sono molteplici, inoltre non dobbiamo dimenticarci che è anche fondamentale che il cranio possieda una buona mobilità, che le membrane lungo tutto l’asse di decorso siano rilasciate (basterebbe anche una solo tratto in disfunzione per compromettere tutto il funzionamento delle membrane). Al di fuori di questo è anche importante correggere l’alimentazione evitando cibi ricchi di glutammato monosodico e nitrati (tipici di alcuni sughi pronti), evitare fumo e alcolici e soprattutto avere una buona qualità del sonno (6-7 ore al giorno per un adulto).
